S.Caterina
Castello di S. Caterina in cima al monte, con Erice sullo sfondo

 

“Si puo’ visitare? Si arriva in auto o ce’ solo un sentiero per raggiungerlo a piedi?” Numerosi ospiti e visitatori pongono queste domande. Trovo questo filmato utile, pertinente e intrigante, sebbene alcune immagini pongano di fronte ad una realta’ inaspettata . . .

 

 

Una salita di 17 minuti con passo svelto ci porta al’ingresso di questo carcere imponente e cupo forte. Di certo non passa inosservato agli occhi dei nuovi arrivati sull’isola , sfido chiunque a non provare alcuna curiosità e tentazione di visitarlo all’interno .

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Dettaglio della torre di vedetta

04Sorge appunto sull’omonima cima a 372 metri , venne edificato su una preesistente torre di avvistamento saracena (IX secolo) da Ruggero Il il Normanno nel XII; come tutte le strutture del genere subii diversi ampliamenti sia sotto la corona Aragone che quella Borbonica . Questi ultimi iniziarono ad inviarvi dal 1794 patrioti dei vari moti insurrezionali in condizioni di prigionia a dir poco inumane. I condannati vennero praticamente intombati nelle celle scavate dentro la roccia sotto il forte. Giacché , alcune celle erano paragonabili ad antri bui o a pozzi, in cui venivano letteralmente calati i prigionieri, il posto divenne tristemente noto come “fossa di Santa Caterina”. Qui vi fu imprigionato e torturato Il barone Giovanni Nicotera . Dopo lo sbarco di Garibaldi a Marsala, nel 1860, la folla che liberò gli ultimi infelici qui rinchiusi devastò nella sua furia l’interno delle celle e ogni cosa che potesse ricordare tanta ingiustizia. Ma la struttura dell’edificio rimase in piedi e venne trasformata in faro; poi anche questo andò in disuso dato che spesso il picco montuoso è avvolto dalle nuvole ed è invisibile ai naviganti proprio quando servirebbe di piu. Il forte spesso è battuto da un incessante vento che spira da tutti i lati ed è possibile prendere forti correnti d’aria proprio all’interno dei suoi corridoi bui, creando uno scenario abbastanza tetro . Tutto è stato lasciato com’era , e nessuno ,dopo la sua distruzione e dismissione avrebbe voluto tornarci. Ancor prima che io leggessi i fatti storici del castello posso dire di aver mantenuto uno stato d’animo . . . strano !! Questa la mia impressione .

Dettagli tecnici: suggeriamo scarpe da trekking e giacca a vento ed almeno mezzo litro d’acqua.

Dettagli sulla sicurezza: suggeriamo di non sporgervi assolutamente da finestre o simili dato che le raffiche di vento sono forti anche dentro l’edificio e generano veri e propri tubi di aria .

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Notturno

 

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